mercoledì 28 marzo 2012

Caterina Balivo troppo hot per essere giornalista

Caterina Balivo è stata sospesa per sei mesi dall’Ordine dei giornalisti per avere posato come testimonial in campagne pubblicitarie ed essersi fatta fotografare senza veli

Caterina Balivo ha tentato un’impresa se non impossibile, quantomeno molto difficile nel mondo dello spettacolo. Coniugare cervello e cultura con sensualità e bellezza. Non che una ragazza bella non possa essere anche intelligente ma certi abbinamenti vanno contro le convenzioni normalmente accettate. E ora la bella Caterina ne paga le conseguenze: è stata infatti sospesa per sei mesi dall’Ordine dei giornalisti del quale faceva parte.

Le foto hot su calendari e riviste che hanno fatto sognare tanti maschi italiani infatti non sono passate inosservate ed è stato sollecitato un provvedimento che inesorabilmente si è abbattuto sulla sexy presentatrice. Ha affermato il consigliere dell’Ordine Pierluigi Roesler Franz che Caterina: “Ha posato per foto osé e calendari di grande tiratura e, di recente, è finita in edicola in un lungo servizio fotografico senza veli, in barca con il suo fidanzato”. Caterina Balivo presumibilmente sapeva a cosa poteva andare incontro ma ha preferito precedere per la sua strada. Orgogliosamente svestita.

Caterina Balivo ha subito la sospensione anche per un altro motivo, probabilmente più serio da un punto di vista professionale. È infatti le ben pagata testimonial pubblicitaria della casa di moda Cannella. Caterina nello slogan della pubblicità afferma con convinzione: Italiana come me. Forse ambisce a entrare nell’esclusivo club delle procaci bellezze italiane del gossip, come Monica Bellucci, Chiara Francini e Cristina Chiabotto. È un’ambizione legittima viste le curve hot che può vantare, ma collide con le regole dell’Ordine. Non è dato sapere come abbia reagito alla notizia. Presumibilmente in questo periodo Caterina è troppo concentrata sulla sua gravidanza accanto al compagno, l’imprenditore Guido Maria Brera. È ormai al sesto mese e dovrà rassegnarsi a non essere una mamma giornalista.

(fonte virgilio.it)

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